Associazione Antiracket Antiusura Libera Impresa ONLUS – Belpasso (CT)

Otto Marzo 2026, il Coraggio di una Donna

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Sono Giulia, una mamma, una donna con il sogno di costruire un futuro ai miei figli, di sognare a
colori, come mi esortava mio padre, non mi sono mai stancata di progettare, di pianificare e
strutturare al meglio il futuro della mia famiglia, dandomi un solo obiettivo, la serenità e
l’indipendenza economica.
Certo non avevo fatto i conti con la realtà, mio marito mi aveva nascosto, le sue sofferenze, Lui
pagava, per continuare a farci sognare, lui “PAGAVA”.
Gli avevano promesso tranquillità, protezione se si metteva in “regola”, una imposizione che
dapprima era sopportabile, ma che dopo diventò insostenibile.
Sanno che pagherai, perché il sistema funziona così, o paghi oppure inizi a vivere tra le
minacce, il terrore che qualcuno potesse fare del male ai tuoi figli.
Appena ho immaginai le sofferenze di mio marito, lo costrinsi a parlare, riuscì a farmi dire tutto, mi
feci raccontare esattamente come stessero le cose.
Quando finalmente si confidò, non esitai un attimo a prendere la decisione più giusta,
“Denunciamo” tutto, era l’unica cosa giusta da fare.
Grazie a un amico di famiglia che conosceva un’associazione antiracket, abbiamo ritrovato le
nostre speranze, avevamo tanta paura, temevamo conseguenze, ripercussioni sulla famiglia.
Insieme al presidente ci siamo sentiti più forti, capaci di affrontare qualsiasi conseguenza.
Noi donne abbiamo un ruolo fondamentale in tutto questo, il nostro istinto innato di proteggere,
tenere unita la famiglia, trovare la forza anche quando sembra non esserci.
Voglio ricordare a tutte di non lasciare mai che qualcuno metta le mani nel nostro presente e ci
porti via il futuro perché Noi siamo DONNE, Non lasciamoci intimidire.
Parlare e denunciare è un atto d’amore verso noi stesse e verso la nostra famiglia.
Certo non è la strada più facile, ma è stata la strada più giusta e quella non è mai la più semplice,
però è l’unica strada che ti libera.
Abbiamo denunciato tutto alle forze dell’Ordine, ai Carabinieri che da quel momento sono
diventati la nostra famiglia, abbiamo seguito loro e il presidente Rosario Cunsolo che ci hanno
rassicurati, incoraggiati ad avere fiducia nello Stato.
Non nascondo di aver attraversato lunghi periodi chiusi in casa, lontani dai nostri affetti, dagli
amici, dalle nostre abitudini.
E’ proprio in momenti come questi che ti accorgi che molti spariscono, rimani sola,
Psicologicamente a pezzi.

Un giorno si fecero trovare sotto casa mentre ero con mio figlio, mi sentii minacciata, sono stata
capace di chiamare la caserma dei Carabinieri, loro si sono precipitati immediatamente sotto casa
con la volante, hanno sventato e allontanato i malviventi che volevano intimidirci.
Avevo capito che la denuncia mi aveva fatto rinascere, avevo ritrovato il mio coraggio, mi sono
ripresa ciò che mi appartiene di diritto, i miei sogni a colori e la mia dignità.
Devono essere loro ad avere paura di noi, non il contrario.
La denuncia non distrugge la vita.
La denuncia la restituisce.
Non lasciamoci intimidire, parlare e denunciare è un atto d’amore verso noi stesse e verso
la nostra famiglia. Non dimentichiamo mai quanta forza abbiamo dentro, spesso veniamo ancora
classificate come il sesso “debole”, noi siamo molto di più.
Nei momenti più difficili sappiamo tirare fuori una grinta ineguagliabile.
Non dimentichiamoci mai di ciò di cui siamo capaci, perché molto spesso siamo proprio noi
donne la colonna vertebrale della famiglia.
Se oggi posso raccontare questa storia è anche perché qualcuno ha scelto di esserci davvero.
Per questo sento il dovere di ringraziare tutte le Forze dell’Ordine per il loro impegno
costante e silenzioso, l’associazione Libera Impresa per il lavoro svolto ogni giorno, spesso lontano
dai riflettori.
Grazie perché ci avete fatto sentire al sicuro quando di sicuro non c’era nulla.
Grazie perché rappresentate una cura in una società che purtroppo ha ancora bisogno di
guarire.
Io ho scelto di non farmi più rubare la vita.
Perché la libertà non è qualcosa che qualcuno ti concede.
È qualcosa che scegli di difendere.

Caruso Giulia

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