Associazione Antiracket Antiusura Libera Impresa ONLUS – Belpasso (CT)

Ricordando la Strage di Maletto 35 Anni Fa

condividi articolo sui social:

La notte del 2 luglio 1991, 35 anni fa, Enza Sanfilippo, sopravvissuta alla strage di Maletto, ha sempre chiesto di approfondire i fatti dell’epoca e di individuare i mandanti, colpevoli di avere assoldato gli esecutori i quali sono rimasti impuniti per una squallida ragione.

l’attentato, quella notte, coinvolse l’intero stabile, avevano tentato di incendiare solo la macelleria, ubicata sotto casa della famiglia Sanfilippo, ma lo scoppio e poi l’incendio, coinvolsero tutto lo stabile, per loro fu una trappola, l’abitazione sovrastante fu avvolta dal fuoco, i fumi un veleno mortale, la famiglia Sanfilippo non ha avuto  scampo, nel sonno morirono la Madre, Maria Minissale, 30 anni, il Fratello Claudio Sanfilippo 8 anni e la sorella di Enza, Simona di appena otto mesi, solo mio padre riuscì a rischio della sua vita a portarmi fuori da quell’inferno, mi salvò, mi consegnò ai vigili del fuoco, ai sanitari che in ospedale riuscirono a salvarmi, chi innescò l’incendio, morì, un ragazzo di soli 22 anni che per pochissimi denari accettò l’incarico di quella tragica notte.

Allora lo scoppio si attribuì al racket  delle estorsioni, ma la verità si rivelò dagli atti giudiziari essere altro.

Enza era ancora piccola, i familiari non volevano venisse a conoscenza di cosa era accaduto, ma lei intelligente com’era costrinse suo padre a dirgli tutto.

Da allora, Enza si trasferì in Germania, si rifiutò di stare nel luogo della strage, lontano dai luoghi, ha cercato di mettere insieme i fatti di quella notte, le testimonianze, di ricercare la verità la giustizia a nome di chi non la può chiedere.

La vera domanda è : Chi sono i veri colpevoli, chi sono i mandanti?  L’hanno fatta franca?

E’ insopportabile pensare che Mia madre aveva meno di trent’anni, che mio fratello aveva otto anni e mia sorella otto mesi, strappati alla vita per un futile motivo. Per volere di chi?

Enza vuole trovare un po’ di pace, i colpevoli non possono rimanere impuniti, per questo chiede giustizia.

Enza ha avuto la forza di scrivere un libro intitolato “NON C’E’ GIUSTIZIA” che racconta passo passo tutto l’accaduto e sopra a tutto gli atti giudiziari fedelmente riportati.

Puoi contribuire alla crescita della nostra realtà con una semplice donazione tramite bonifico bancario o diventando associato e quindi volontario in Libera Impresa.

Donazione tramite Bonifico Bancario
IBAN: IT 24N0623016903000015493722
BANCA: CREDIT AGRICOLE- SEDE DI CATANIA-
INTESTATO A: ASSOCIAZIONE ANTIRACKET E ANTIUSURA LIBERA IMPRESA

Ultimi Articoli