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Nella foto l’arrestato, Mario Foti

Venerdì 21 Agosto 2015 –

Da quando non è più riuscito a pagare le rate del prestito usuraio sono iniziate le minacce verbali e fisiche. L’indagine è stata condotta dalla polizia di Acireale.

ACIREALE – Incapace di far fronte alle spese per la sua azienda finita in una profonda crisi finanziaria si è rivolto a un usuraio per un prestito di 15 mila euro. Da quel giorno è entrato in un tunnel da cui non è più riuscito a risalire: non è stato in grado infatti di rispettare le scadenze, con interessi del 10% mensili. La somma è continuata a lievitare: inutile il tentativo di chiedere clemenza al suo aguzzino, la risposta è stata un’escalation di minacce e intimidazioni fino all’avvertimento in stile mafioso: un gatto morto trovato davanti alla sede della sua impresa. Ha tenuto nascosta la sua storia, ha negato, taciuto ma poi la disperazione (fortunatamente) ha preso il sopravvento e seguendo il consiglio di un’associazione Antiracket si è rivolto alla polizia.

Agli agenti l’imprenditore ha raccontato il suo dramma: la scelta di rivolgersi a quell’uomo per il prestito, alle difficoltà finanziarie dell’impresa, alle minacce verbali e fisiche maturate dopo i ritardi nei pagamenti, alla richiesta di una dilazione non accordata, alla sua vita trasformata in un incubo che aveva tenuto solo per se cercando di non coinvolgere i suoi cari.

Dalla denuncia è scattata l’inchiesta:delicate e articolate le indagini eseguite dagli agenti del Commissariato di Acireale diretti da Salvatore Fazzino che ha portato a raccogliere l’apparato accusatorio nei confronti di Mario Foti, 32 enne.  L’informativa consegnata alla magistratura si è trasformata nella richiesta di misura cautelare che è stata accolta dal Gip che ha emesso un’ordinanza per l’arresto di Foti eseguito dalla Polizia. L’indagato – detenuto nel carcere di Piazza Lanza –  dovrà rispondere di usura aggravata, estorsione continuata e lesioni.

Articolo ripreso da Live Sicilia redatto dalla Giornalista Laura Distefano