Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "LGJ Libreria Gulisano AL DI SEBASTIANO ARDITA SOPRA COME LA MAFIA DELLA COMANDA DAL CARCERE LEGGE SOSFERINO Ltna Incontro con il magistrato SEBASTIANO ARDITA Dialogo sul libro "Al di sopra della legge" con giornalisti Mary Sottile e Anthony Distefano VENERDÌ 11 NOVEMBRE Ore 18 Biblioteca comunale di Paternò"

Sarà presentato a Paternò l’ultima opera letteraria del Magistrato Sebastiano Ardita il 11/Novembre/2022 alle ore 18,00 presso la Biblioteca Comunale di Paternò.

All’evento sarà presente l’Associazione Antiracket Libera Impresa che nel consiglio direttivo vede la Signora Maddalena Caponnetto (vittima di Mafia) per l’uccisione del fratello Renato Caponnetto. L’autore inizia il libro proprio con questo omicidio di mafia.

Come la mafia comanda dal carcere.

Nel giugno del 1992, sull’onda dell’emozione e dello sdegno per la strage di Capaci in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone, il Parlamento adottò un nuovo regime di restrizione per i detenuti di mafia.

Un passo decisivo ma anche l’inizio di un braccio di ferro tra Stato e mafia che è tutt’altro che finito.

Sebastiano Ardita, magistrato in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata, per nove anni al vertice del dipartimento penitenziario, ci accompagna in un viaggio che è una preziosa testimonianza personale e un originale racconto dietro le quinte di vent’anni di giustizia – e ingiustizia – in Italia.

Come è cambiata la mafia in questi anni? E chi comanda davvero dietro le sbarre?

Come è possibile che si verifichino episodi come le rivolte incendiarie del marzo 2020, con decine di morti ed evasi e scarcerazioni di boss in circuiti di alta sicurezza?

E perché potrebbe succedere di nuovo?

L’autore ripercorre l’evoluzione della lotta a Cosa Nostra, ricorda il sacrificio dell’agente di custodia Giuseppe Montalto e il suo incontro in carcere con Bernardo Provenzano, spiega la strategia dei Graviano e fa luce sul potere dei leader mafiosi più irriducibili.

Ma il suo è anche un atto di accusa sui limiti della classe politica e sulla condizione delle nostre prigioni che sono, ancora troppo spesso, i luoghi in cui comincia una carriera criminale.

Fonte ed. SOLFERINO